Piano di welfare aziendale: un’interessante opportunità per aziende e lavoratori

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In Italia cresce la diffusione di piani di welfare aziendali. Per welfare aziendale si intende l’insieme di iniziative, beni e servizi messi a disposizione dall’impresa come sostegno al reddito per accrescere il potere di spesa, la salute e il benessere del lavoratore con contratto a tempo indeterminato.

In altri termini possiamo definire un programma di welfare aziendale l’insieme di tutti quei servizi detassati per i lavoratori dipendenti, che non concorrono a formare reddito imponibile.

Perché i piani di welfare aziendale si stanno diffondendo: interventi normativi e la legge di bilancio del 2017

Gli interventi normativi adottati negli ultimi anni hanno condotto ad una sostanziale “defiscalizzazione” dei piani di welfare aziendale previsti dall’azienda in favore dei propri dipendenti.

La Legge di bilancio 2017 è intervenuta sulla disciplina dei premi di risultato, o anche conosciuti come “Welfare di produttività”, prevedendo la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva di Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, di aliquota pari al 10 per cento sul premio di risultato da destinare al lavoratore dipendente.

L’azienda può inoltre riconoscere la possibilità per i dipendenti di optare per la conversione del premio di risultato in benefit aziendali. In questo caso il premio in capo al dipendente è integralmente detassato.

Rimane ferma comunque la possibilità per l’azienda di avviare piani di welfare per i dipendenti, in modo parallelo e del tutto indipendente rispetto alla corresponsione dei premi economici per gli incrementi di produttività.

Quali sono le prestazioni di beni e servizi che possono essere incluse nei programmi di Welfare aziendale?

Secondo la normativa fiscale i programmi di Welfare aziendale possono consistere nella prestazione di “opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti … per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto.”

Tra le prestazioni che rientrano nell’ambito dei piani di “Welfare aziendale” possono esserci quindi: l’assistenza sanitaria, l’asilo nido, la scuola, l’università e i master, i campus estivi e invernali, il rimborso testi scolastici; il rimborso servizi di baby-sitting; l’assistenza ai familiari anziani e non autosufficienti ecc.

L’azienda ha la possibilità di prevedere in favore dei propri dipendenti un piano di Welfare aziendale composto da benefit uguali per tutti i dipendenti oppure un piano di “flexible benefit”, con la determinazione di un plafond individuale a disposizione del singolo dipendente, il quale può scegliere di quali beni e servizi preferisce usufruire.

I benefici dei piani di welfare aziendale per le imprese

L’istituzione di piani di welfare aziendale permettono dunque all’impresa e ai suoi dipendenti di conseguire una serie di vantaggi.

Dal punto di vista dell’azienda i benefici nell’offrire servizi di walfare sono molteplici, i più significativi sono sicuramente quelli economici (si offrono servizi al posto di aumenti salariali) e quelli di fidelizzazione dei lavoratori.

I dipendenti costituiscono il vero patrimonio di ogni azienda, un piano di welfare aziendale evoluto e personalizzato permette alle aziende di rafforzare la propria immagine come datore di lavoro e ridurre il turnover.

Inoltre le iniziative legate al welfare aziendale agiscono sul livello di motivazione al lavoro eb di conseguenza, sulla produttività dei dipendenti. Si abbassano i livelli di assenteismo e i tempi di rientro dai congedi facoltativi.

Ai vantaggi sopra citati si aggiungono anche quelli di natura fiscale derivanti dalla possibilità di dedurre i costi delle prestazioni di welfare in favore dei dipendenti, ai fini Ires ed Irap.

Come realizzare un piano di welfare aziendale?

Tra gli esempi tipici di welfare aziendale vi sono l’assicurazione sanitaria integrativa (rimborso spese mediche estese anche ai familiari; convenzioni presso studi medici; checkup sullo stato di salute e anche donazione del sangue a scopo preventivo, oltre che benefico) e la previdenza integrativa (fondi pensione).

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